La Rassegna cinematografica S-Cambiamo il Mondo – IX edizione 2026 è organizzata dall’Associazione DUN, che si dedica da anni alle cure psicologiche ai migranti e ai rifugiati con un metodo che intreccia di continuo la Cura alla Creatività.
S-Cambiamo il Mondo valorizza l’importanza della conoscenza di altri orizzonti culturali e del fenomeno della migrazione come simbolo di contaminazione feconda tra i popoli. In questo momento storico l’arte cinematografica può trasmettere un messaggio determinante nel contrastare: il razzismo, la violenza di genere, quella inflitta all’infanzia e ai soggetti vulnerabili, le disuguaglianze, lo sfruttamento e il traffico di esseri umani. Il cinema impegnato può opporsi attivamente alle guerre, ai genocidi, all’orrore dello sterminio a cui stiamo assistendo. Il grande cinema valorizza la fraternità, la solidarietà, l’empatia, stimola la riflessione critica, l’elaborazione psicologica per generare nuove visioni del mondo, nuove azioni nel rispetto assoluto dell’Altro.
S-Cambiamo il Mondo vuole promuovere l’incontro e il dialogo, suscitando emozioni e stimolando cambiamenti e trasformazioni positive nel proprio modo di sentire, pensare, immaginare. Lo fa attraverso il cinema, la musica e la valorizzazione dell’espressione creativa che da oltre un decennio anima con passione i Laboratori multietnici di DUN. Accanto alle proiezioni cinematografiche verranno ospitate personalità della cultura, dello spettacolo, insieme a chi è in prima linea nella difesa dei Diritti umani come Fondazione Migrantes e Amnesty International Italia. Daremo spazio a liberi pensatori che da sempre si impegnano per promuovere la pace e la non violenza, continuando a seminario speranza ea costruire ponti tra le cultura. Verrà assegnato il Premio DUN Diritti umani 2026 dedicato a chi si espone con passione in difesa dei Diritti umani.
S-Cambiamo il Mondo – Rassegna Cinematografica – IX edizione
AFFETTI IN SCENA – PACE E CULTURA
20 e 21 giugno 2026 – Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni 1, Roma
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
PROGRAMMA
Sabato 20 giugno
Sala Cinema verde
ore 15.00 S-CAMBIAMO IL MONDO – IMPEGNO, CURA E CREATIVITÀ
Introduzione di Barbara Massimilla (psicoanalista AIPA, presidente DUN, direttrice artistica), Roberta Perri (psicoanalista, presidente AIPA), Alessandro Generoso (socio DUN, psicoanalista AIPA), Valerio Colangeli (socio DUN, psicoanalista AIPA)
GIULIO REGENI – TUTTO IL MALE DEL MONDO di Simone Manetti (2026, 105′)
Questa opera è la prima ricostruzione della verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nella periferia del Cairo il 3 febbraio del 2016. La storia viene narrata con lunghi frammenti del processo e con una specie di intervista continua ai protagonisti principali che indagano: i genitori, Claudio e Paola Deffendi e Alessandra Ballerini, l’avvocatessa che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che, a distanza di otto anni dalla imputata scomparsa di Giulio, ha visto agenti della National Security egiziana in un processo che dovrebbe terminare nel 2026. La vicenda di Giulio Regeni si potrebbe accostare a quella delle tante storie di desaparecidos in America Latina e non solo. Ci parla dei governi dittatoriali in generale: non solo ogni forma di dissidenza, ma anche ogni tipo di semplice ricerca sugli aspetti politici e sociali di un paese non democratico vengono fermati o scoraggiati anche con forme di intimidazione come queste. Proprio perché Giulio ha dovuto subito “tutto il male del mondo”, come ha sintetizzato sua madre, riferendosi a come è stato trattato prima di essere ucciso, la sua storia, come quella dei tanti dissidenti eliminati in modo simile da dittature presenti e passate, è un invito alla pratica della democrazia e della ricerca di giustizia.
ore 17.15 PARLIAMO DI PACE
Incontro con Erica Battaglia (presidente VI Commissione Cultura Roma Capitale),
Pierpaolo Felicolo (direttore Fondazione Migrantes) –
Premio DUN Diritti umani 2026 al Prof. Tomaso Montanari (rettore Università per stranieri di Siena, storico dell’arte, saggista)
ore 17.45 THE VOICE OF HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania (2025, 89′)
Vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, Premi Oscar: selezione ufficiale miglior film internazionale (2026)
I l film della regista tunisina racconta la storia vera di Hind Rajab una bambina palestinese di sei anni intrappolata a Gaza in una macchina il 29 gennaio del 2024, circondata dai cadaveri dei cugini e degli zii colpiti dal fuoco degli Israeliani mentre fuggivano da una delle aree più bombardate della città. Stavano scappando dal sud di Gaza City mentre la madre di Hind si allontanava con i figli più grandi a piedi. Il film intreccia realtà e finzione ricostruendo le ultime ore di vita della bambina. La tragica realtà è resa in modo sorprendente e inedito dalla registrazione delle chiamate telefoniche tra Hind e la Mezzaluna Rossa Palestinese. Il film oscilla tra due sponde: possiede un valore storico sia a livello cinematografico sia umano – riuscendo a tessere i fili della realtà documentaria con quelli della fiction con straordinaria potenza drammaturgica – attraverso prove attoriali di grande livello e un tocco di alta regia. Il cinema si fa dunque testimonianza coraggiosa, incontrovertibile, inequivocabile di un dato di realtà. Il valore documentaristico e umano si mescola al messaggio politico denunciando quanto l’occidente sia complice di Israele nella cancellazione di un popolo. La voce di Hind vibra nelle coscienze delle persone che si sentono spiritualmente stanche di questa carneficina alla quale stiamo assistendo inermi da anni, compresa quella del 7 ottobre. Resta il dispiacere per il fatto che la giuria di Venezia abbia perso un’occasione preziosa e non sia riuscita a conferire a The voice of Hind Rajab il riconoscimento che meritava: il Leone d’oro. Un premio che simbolicamente sarebbe stato assegnato, oltre che alla rappresentazione sublime, tragica, dolorosa del film, alla promozione della pace e al diritto di esistenza di ogni bambino in tutte le latitudini del mondo.
Teatro Ettore Scola
ore 19:30 MUSICA
CURÙ – VOCI SOMMERSE, STORIE NEGATE
Giana Guaiana (musicista cantautrice, chitarra), Bruna Perraro (musicista cantautrice, flauto traverso)
DAL SENEGAL: ENERGIE PER LA PACE
Moustapha Mbengue e Tam Tam Morola
COSTRUIRE ARMONIE PER VIVERE LA PACE
Paolo Buonvino (musicista, compositore)
ore 21.30 TUTTO QUEL CHE RESTA DI TE di Cherien Dabis (2025, 145′)
Premi Oscar: selezione ufficiale miglior film internazionale (2026)
Cherien Dabis racconta la storia di una famiglia palestinese attraverso l’arco di tre generazioni – la difesa della propria terra e identità dal 1948 al 1988. Il film narra in profondità il trauma intergenerazionale subito da un popolo martire il cui diritto di esistenza è stato negato. La regista dichiara che il suo film non ha un approccio politico, ma vuole essere “profondamente personale e intimo (…) Un dramma con momenti intensi e commoventi, che lascia spazio anche alla gioia e all’amore, rendendolo un viaggio indimenticabile nella storia Palestinese”. Nella realtà attuale assistiamo a una tragedia ancora insoluta mentre siamo testimoni impotenti desiderosi di una soluzione definitiva e pacifica nel rispetto della Palestina.
Domenica 21 giugno
Sala Cinema verde
ore 15.00 PAROLE E COLORI DELL’ACCOGLIENZA di Cinzia D’Auria (2025, 15′)
Presenti in Sala gli studenti della Scuola di italiano per stranieri di Casetta rossa e del Liceo Artistico 4LQ di via Ripetta a Roma
Attraverso la realizzazione di un murale da parte dei ragazzi nel parco ‘Cavallo pazzo’ sito nel quartiere Garbatella si è creata una rete di rapporti e di accoglienza tra giovani italiani e stranieri. L’arte e la musica diventano veicoli di coesione e integrazione fra realtà culturali diverse ed il murale un mosaico di simboli, parole e immagini, espressione della vivacità culturale e sincretica degli studenti italiani e stranieri.
ore 15.45 PARLIAMO DI DIRITTI
Incontro con Riccardo Noury (portavoce Amnesty International Italia), Stefano Carta (socio DUN, psicoanalista AIPA, professore ordinario Università di Cagliari, scrittore)
un inseguimento:
L’ISOLA DEI RICORDI (AMRUM) di Fatih Akin (2025, 93′)
Festival di Cannes 2025 – sezione Cannes Première
Ambientato nel Mare del Nord sull’isola di Amrum in un villaggio a largo della costa tedesca, durante le ultime settimane della seconda guerra mondiale. Il dodicenne Nanning Bohm lavora nei campi per sostenere la madre ei fratellini. Il padre, colonnello delle SS è in guerra, mentre la madre nazista convinta si è trasferita da Amburgo sull’isola per proteggere i figli dai bombardamenti. Nanning è sospeso tra l’affetto verso la propria famiglia e la tragedia provocata dal nazismo. Affronta con coraggio sfide rischiose, prova empatia verso gli abitanti dell’isola, comprende il loro desiderio di essere liberi. Un’infanzia che commuove sospesa nel travaglio dell’eredità psichica: scegliere di appartenere alle proprie origini o distaccarsene per rifondare una nuova visione del mondo.
ore 18.00 L’EREDITA’ PSICHICA E LA TRASMISSIONE TRA LE GENERAZIONI
Incontro con Chiara Buoncristiani (psicoanalista SPI), Giulio Caselli (psicoanalista AIPA), Barbara Massimilla (psicoanalista AIPA, presidente DUN), Andrea Occhipinti (produttore cinematografico, presidente della Lucky Red)
ore 18.45 VALORE SENTIMENTALE di Joachim Trier (2026, 133′)
Oscar al miglior film internazionale 2026, Golden Globe miglior attore non protagonista
Sentimental Value è un film che può essere iscritto ad honorem nella storia della psicologia analitica oltre che nel panorama del grande cinema internazionale. Troppe tematiche affrontate dal regista sono d’interesse psicologico, in particolare quella centrale dei traumi, dei segreti veicolati dalla trasmissione psichica che attraversa le generazioni. A latere dell’eredità psichica viene rappresentato sul piano simbolico il valore architettonico della casa come luogo delle origini, metafora della vita interiore e delle strutture sociali. Una casa che ha un’anima, una storia, uno spazio circoscritto dai confini precisi, testimonianza viva di una narrazione intrecciata a innumerevoli destini umani. I luoghi vissuti, ritrovati, immaginati coincidono sempre con l’identità individuale e collettiva, sia come spazio fisico che come spazio all’interno del Sé. Man mano il film si snoda come un viaggio, ci fa navigare sulle acque silenziose di un fiume sotterraneo, lambisce tutti i paesaggi interiori dei tre protagonisti aprendosi a segreti, sentimenti, visioni.


Giana Guaiana e Bruna Perraro

Paolo Buonvino

Moustapha Mbengue